August 2010
Vic Chesnutt, when the bottom fell out
When the bottom fell out
There wasn’t any doubt
I just suddenly found myself free falling
And from such a height
The wind, it had a bite
And it took all my might to fight the fight
The fell in spread-eagled
Must’ve found an airfoil
Or some kinda wing
And I gained some equilibrium
Caught myself gliding
When the bottom fell out
Observers heard me shout
So long, It’s been good to know you
But when I finallly smash
Into that vertin grass
I will say It’s been pretty great going
Brahms - Intermezzo in E-flat minor, Op. 118 No. 6 Andante, largo e mesto
by Glenn Gould
La tua torta al rum sembrava deliziosa, coperta
di mandorle; mi è stata consegnata a mano
stamattina. Il fattorino ha parcheggiato in fondo
alla collina e si è inerpicato su per il sentiero.
Null’altro si muoveva nel panorama raggelato.
Faceva freddo dentro e fuori. Ho firmato la ricevuta,
l’ho ringraziato e sono rientrato in casa.
Dove ho strappato il nastro forte, tolto
le grappette dalla busta e dentro ci ho trovato
la teglia che avevi riempito con la torta.
Ho grattato via l’adesivo dal coperchio.
L’ho aperto facendo leva. Ripiegato la carta argentata.
Solo per sentire subito il profumo di quel dolce!
E’ stato allora che la forbicina è emersa
dalle pieghe imbevute di rum. Una forbicina
infarcita della tua torta. Inebriata
dal rum. E’ scesa lungo il fianco della teglia.
Ha attraversato di corsa tutto il tavolo per trovare
rifugio nella fruttiera. Non l’ho uccisa.
Non subito. Pieno com’ero di contrastanti
sentimenti. Disgusto, certo. Ma anche
stupore. Addirittura ammirazione. Per questa creatura
che in una notte aveva percorso tremila miglia in aereo,
immersa in una torta, tra fettine di mandorla
e il travolgente aroma del rum. Poi era stata trasportata
in un camion per una strada di montagna
e aveva risalito un colle nel gelo per arrivare in una casa
con vista sull’oceano Pacifico. Una forbicina.
La lascerò campare, ho pensato. Tanto, una più,
una meno, a questo mondo… E poi questa qui è speciale
mi sa. Benedetta la sua strana testolina.
Ho tolto la torta dalla stagnola
e tre altre forbicine hanno scavalcato il bordo
della teglia! Per un attimo sono rimasto così
interdetto che non sapevo se dovevo ammazzarle
o cosa. Poi mi è venuta una gran rabbia
e le ho spiaccicate. Ne ho spremuto fuori la vita
prima che potessero scappare. E’ stato un massacro.
Dato che c’ero, ho scovato e distrutto
completamente anche quell’altra.
Non avevo neanche cominciato che era tutto finito.
Voglio dire che avrei potuto continuare
a straziarle senza posa. Se è vero
che l’uomo è un lupo per gli altri uomini, che possono
aspettarsi le forbicine quando la sete di sangue si scatena?
Mi sono seduto, cercando di calmare il cuore.
Il fiato mi usciva a fiotti dalle narici. Ho lentamente
ispezionato il tavolo. Pronto
a tutto. Mona, mi dispiace dovertelo dire,
ma non sono riuscito neanche ad assaggiarla, la tua torta.
L’ho messa via per dopo, forse.
Grazie, comunque. Sei stata dolce a ricordarti
di me quassù, solo nel cuore dell’inverno.
Sono qui che vivo da solo.
Come una bestia, mi sa.
R. Carver
“Piangeva, disse a se stessa, perchè riusciva a ricordare soltanto la pioggia e i fiori bagnati del giardino e l’odore dell’erba umida.”
Sparklehorse - Eyepennies
I will return here one day
and dig up my bones from the clay
I buried nails and string and hair
and that old tooth I believe was a bear’s