in girum imus nocte ecce et consumimur igni

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August 2010

Aug 31, 20102 notes
Aug 31, 20101 note
When The Bottom Fell Out Vic Chesnutt

Vic Chesnutt, when the bottom fell out

When the bottom fell out
There wasn’t any doubt
I just suddenly found myself free falling
And from such a height
The wind, it had a bite
And it took all my might to fight the fight
The fell in spread-eagled
Must’ve found an airfoil
Or some kinda wing
And I gained some equilibrium
Caught myself gliding
When the bottom fell out
Observers heard me shout
So long, It’s been good to know you
But when I finallly smash
Into that vertin grass
I will say It’s been pretty great going


Aug 31, 20101 note
Aug 31, 20103 notes
Aug 31, 20103 notes
Aug 31, 20102 notes
Aug 31, 20102 notes
Aug 31, 201033 notes
Aug 30, 20101 note
Aug 30, 20101 note
Aug 30, 2010
Aug 30, 2010
Aug 30, 20101 note
Aug 30, 20101,028 notes
Aug 30, 2010711 notes
Intermezzo in E-flat minor, Op. 118 No. 6 - Andante, largo e mesto Johannes Brahms

Brahms -  Intermezzo in E-flat minor, Op. 118 No. 6  Andante, largo e mesto 

by Glenn Gould

Aug 29, 20101 note
Aug 29, 20106 notes
Aug 29, 201025 notes
Aug 28, 2010
Aug 28, 20103 notes
“Things have dropped from me. I have outlived certain desires; I have lost friends, some by death…others through sheer inability to cross the street.” —from The Waves, Virginia Woolf (via ratak-monodosico, saveyourcrookedteeth)
Aug 28, 201030 notes
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Aug 28, 20101 note
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Aug 28, 201017 notes
Aug 28, 2010501 notes
Aug 28, 201014 notes
Forbicine

La tua torta al rum sembrava deliziosa, coperta

di mandorle; mi è stata consegnata a mano

stamattina. Il fattorino ha parcheggiato in fondo

alla collina e si è inerpicato su per il sentiero.

Null’altro si muoveva nel panorama raggelato.

Faceva freddo dentro e fuori. Ho firmato la ricevuta,

l’ho ringraziato e sono rientrato in casa.

Dove ho strappato il nastro forte, tolto

le grappette dalla busta e dentro ci ho trovato

la teglia che avevi riempito con la torta.

Ho grattato via l’adesivo dal coperchio.

L’ho aperto facendo leva. Ripiegato la carta argentata.

Solo per sentire subito il profumo di quel dolce!

E’ stato allora che la forbicina è emersa

dalle pieghe imbevute di rum. Una forbicina

infarcita della tua torta. Inebriata

dal rum. E’ scesa lungo il fianco della teglia.

Ha attraversato di corsa tutto il tavolo per trovare

rifugio nella fruttiera. Non l’ho uccisa.

Non subito. Pieno com’ero di contrastanti

sentimenti. Disgusto, certo. Ma anche

stupore. Addirittura ammirazione. Per questa creatura

che in una notte aveva percorso tremila miglia in aereo,

immersa in una torta, tra fettine di mandorla

e il travolgente aroma del rum. Poi era stata trasportata

in un camion per una strada di montagna

e aveva risalito un colle nel gelo per arrivare in una casa

con vista sull’oceano Pacifico. Una forbicina.

La lascerò campare, ho pensato. Tanto, una più,

una meno, a questo mondo… E poi questa qui è speciale

mi sa. Benedetta la sua strana testolina.

Ho tolto la torta dalla stagnola

e tre altre forbicine hanno scavalcato il bordo

della teglia! Per un attimo sono rimasto così

interdetto che non sapevo se dovevo ammazzarle

o cosa. Poi mi è venuta una gran rabbia

e le ho spiaccicate. Ne ho spremuto fuori la vita

prima che potessero scappare. E’ stato un massacro.

Dato che c’ero, ho scovato e distrutto

completamente anche quell’altra.

Non avevo neanche cominciato che era tutto finito.

Voglio dire che avrei potuto continuare

a straziarle senza posa. Se è vero

che l’uomo è un lupo per gli altri uomini, che possono

aspettarsi le forbicine quando la sete di sangue si scatena?

Mi sono seduto, cercando di calmare il cuore.

Il fiato mi usciva a fiotti dalle narici. Ho lentamente

ispezionato il tavolo. Pronto

a tutto. Mona, mi dispiace dovertelo dire,

ma non sono riuscito neanche ad assaggiarla, la tua torta.

L’ho messa via per dopo, forse.

Grazie, comunque. Sei stata dolce a ricordarti

di me quassù, solo nel cuore dell’inverno.

Sono qui che vivo da solo.

Come una bestia, mi sa.

R. Carver

Aug 27, 20104 notes
Aug 26, 2010
ZINGARI O DEFICIENTI: CHI BUTTERESTI DALLA TORRE? → facebook.com
Aug 26, 2010

“Piangeva, disse a se stessa, perchè riusciva a ricordare soltanto la pioggia e i fiori bagnati del giardino e l’odore dell’erba umida.”

Aug 26, 20102 notes
Aug 26, 2010103 notes
Aug 26, 20101 note
Aug 26, 20105 notes
Eyepennies Sparklehorse

Sparklehorse - Eyepennies

I will return here one day
and dig up my bones from the clay
I buried nails and string and hair
and that old tooth I believe was a bear’s

Aug 25, 20102 notes
Aug 25, 201017 notes
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Aug 25, 2010
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Aug 25, 2010
Aug 24, 20109 notes
Aug 24, 201011 notes
Bach - Cello Suite No.5 i-Prelude Mischa Maisky

(via lmaldefiori)

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