in girum imus nocte ecce et consumimur igni
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M’è corsa dietro a più non posso, la follia… per ventidue anni di seguito. Carino, no? Ha sperimentato mille e cinquecento rimbombi, un baccano immenso, ma io ho delirato più alla svelta di lei, l’ho fottuta, l’ho posseduta al “finish”. Ecco qua! Mi metto a sragionare, l’ammalio, la costringo a dimenticarmi. Mia grande rivale è la musica, se ne sta incastrata, si sfibra in fondo alle mie sventole… Non la smette un minuto di sbraitare… M’intontisce a colpi di trombone, sta sulla breccia giorno e notte. Ho in me tutti i suoni della natura, dal flauto al Niagara… Porto a spasso il tamburo e una valanga di tromboni… Suono il triangolo per settimane intere… Non temo nessuno in fatto di cornetta. Inoltre ho tutta per me un’uccelliera completa di tremilacinquecentoventisette uccellini che non quieteranno mai… Son io l’organo dell’Universo…
Louis-Ferdinand Cèline
marysoul:

turning embrace no.1 (by Mark Horst)

marysoul:

turning embrace no.1 (by Mark Horst)

(via wecouldgoandget40s)

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Io ero in vantaggio sulla via delle belle armonie. Anche questo lei non lo trovava giusto. Il giorno che si fosse reso necessario, già avevo accumulato in me quasi quanto basta per potermi prendere il lusso di morire… Vivevo di rendita, in fatto d’ Estetica. Me n’ero sbafato di ciccetteria e di meravigliosaggine… pura luce, devo confessarlo. M’ero abbuffato d’infinito.
— Louis-Ferdinand Céline
untitled 

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(Source: geishapuk3, via kazukij)

The bed, the chair, waiting. eric fishl

The bed, the chair, waiting. eric fishl

Marlene Dumas

Marlene Dumas

coprendosi il volto cercava di assomigliarsi. kazu4lity@gmail.com